Intervista a Gabriele Tammaro

By dicembre 4, 2019

Ci piace conoscere a fondo i professionisti del beverage a cui forniamo il nostro ghiaccio per preparare al meglio i loro drink. E lo facciamo ponendogli tre domande, dove ogni bartender fa emergere il proprio punto di vista.
Oggi abbiamo intervistato Gabriele TammaroHead Bartender dell’Octavius Bar at The Stage Milano. 

D: Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
R: Senza alcun dubbio il contatto diretto con le persone. Questa è la peculiarità dalla quale si capisce se una persona può fare il nostro lavoro. Dobbiamo offrire all’ospite un’esperienza, il bar è sempre stato un luogo di “stacco”, un luogo dove le persone cercano conforto, svago e rifugio.
Il nostro compito è guidarli verso un viaggio, offrire loro un’esperienza, farli sentire a loro agio.
La parola ospitalità non deve essere fraintesa o usata solo per moda, è il vero fulcro del nostro lavoro.
Non c’è complimento migliore ricevuto se non “grazie perché mi hai fatto stare bene”.
Ciò mi rende felice.

gabriele tammaro bartender

D: Qual è il cocktail a cui sei più legato e perché?
R: Ho un legame particolare con un drink che mi ha accompagnato per tutta la mia modesta esperienza lavorativa dietro al bancone del bar: il Negroni.
È stato il primo cocktail che mi hanno insegnato a preparare, il primo che ho assaggiato, il primo di cui ho approfondito la storia e colui che mi ispira maggiormente da rifare o da declinare in base alle richieste dell’ospite. L’ho rivisitato persino il giorno del mio matrimonio.

tropical negroni

D: Quant’è importante il ghiaccio nei tuoi cocktail?
R: Il ghiaccio ricopre un ruolo fondamentale nella costruzione e servizio dei cocktail.
Era visto – ed in alcuni casi lo è tuttora – in maniera negativa. Si pensa infatti che venga usato per risparmiare sui prodotti, veniva definito “l’oro del barman” o considerato come “prodotto per pagarsi l’affitto”.
In realtà è il primo è fondamentale ingrediente, permette il raffreddamento corretto del drink, aiuta a mantenere la temperatura di servizio anche per lungo tempo, aiuta la gestione corretta della diluizione dei cocktail miscelati.
Esempio per eccellenza è il cocktail Martini, in cui la gestione del drink è strettamente legata all’uso del ghiaccio, al corretto raffreddamento dei prodotti e alla adeguata diluizione e temperatura di servizio.
L’introduzione dell’uso dei cubi e sfere di ghiaccio è un’ottima soluzione per mantenere la temperatura dei drink costante per più tempo rispetto ai più classici cubetti.

gabriele tammaro

Grazie, Gabriele!